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Sun Clock / Rosa Barba, 2012

Rosa Barba è una delle più affermate artiste italiane dell’ultima generazione. Il suo lavoro attraversa il cinema, il suono e la scrittura e indaga il linguaggio e l’immaginario del reale che le permettono di creare nuovi percorsi, osservare e commentare la storia dal suo interno.

Il lavoro dell’artista prende in considerazione il cinema, in ogni suo aspetto, dalle caratteristiche fisiche della celluloide, fino alla luce, al proiettore, al suono, passando per le strutture della narrativa, con i suoi personaggi spesso improbabili, i luoghi, le storie. Rosa Barba si avvicina al film in modo scultoreo, spesso considerando separatamente gli elementi cinematografici per creare nuovi oggetti espressivi oppure orientando la cinepresa verso oggetti e paesaggi, con una particolare attenzione alla forma.

Per il progetto architettonico della Cantina opera dello Studio Archea, Rosa Barba realizza un intervento monumentale in uno dei tre vertiginosi cortili, trasformandolo in una macchina ottica, dove il tempo esterno, quello delle colline del Chianti, entra attraverso un meccanismo allestito attorno alla fessura circolare nel tetto. La volta viene trasformata in una lente che filtra la luce del sole e permette all’esterno di depositare il passare del tempo, fissato attraverso delle scritte sul pavimento.

Il protagonista è il tempo che, grazie alla luce del sole, scrive la realtà al posto dell’uomo. Tramite un disegno preciso e ricercato, l’artista tenta di trasformare lo spazio architettonico in un orologio che misura se stesso e che pulsa di vita propria; un congegno quasi magico che produce vita, memoria e storia proprio come se fosse il fulcro di una temporalità fluida, che confonde passato, presente e futuro per mostrarsi come motore attivo. Una macchina dell’immaginario, un deposito della memoria dello spazio e del tempo, fonte di nuove narrazioni e nuove illusioni.