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La Famiglia Antinori

Da una antica tradizione di passione per l’arte all’Antinori Art Project

La Cantina Antinori nel Chianti Classico è il simbolo del legame profondo tra i Marchesi Antinori e la passione per le arti: sin dal 1385, la famiglia ha unito il proprio nome all’eccellenza nell’arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica. Due ambiti apparentemente molto diversi, ma che in realtà hanno spesso proceduto in parallelo: i Marchesi Antinori hanno spesso affidato all’arte il compito di raccontare i valori e la storia della loro casata, come rappresenta lo stemma di famiglia commissionato agli inizi del ‘500 allo scultore e ceramista Giovanni della Robbia.
Così nel 2012, con l’inaugurazione della nuova cantina, monumentale e seducente struttura scavata nelle terre del Chianti Classico, concepita dall’architetto Marco Casamonti, parte della collezione di famiglia (dipinti, ceramiche e antichi manoscritti) ha lasciato lo storico Palazzo Antinori di Firenze per trovare una nuova collocazione accessibile al pubblico che giornalmente visita la zona del Chianti Classico, alla ricerca di esplorazioni legate alle degustazioni ed ad esperienze sinestetiche.
Per dare sistematicità e maggiore impulso ai progetti dedicati alle arti visive del nostro tempo, sempre nel 2012 è stato avviato Antinori Art Project, progetto che nasce dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo che fa parte della tradizione della famiglia, indirizzandola però verso le arti e gli artisti del nostro tempo. Antinori Art Project è infatti una piattaforma di interventi in ambito contemporaneo – realizzato in collaborazione con curatori affermati – che raccoglie sotto a un’unica progettualità coerente uno speciale programma di commissioni annuali site specific rivolto a giovani ma già affermati protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale, nonché esposizioni temporanee e seminari in collaborazione con Fondazioni e Musei.
Gli interventi hanno visto nel biennio 2012/2013, a cura di Chiara Parisi, il coinvolgimento di Yona Friedman, Rosa Barba e Jean-Baptiste Decavèle e nel 2014, con l’arrivo di Ilaria Bonacossa alla direzione artistica del progetto, ha visto la partecipazione di Tomàs Saraceno con l’opera Biosphere 06, cluster of 3, installata nello spazio verticale dello scalone interno della cantina. Per l’ autunno 2015 è stato invitato l’artista Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979, vive e lavora ad Amsterdam).