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Sam Falls “Untitled (Antinori)” / Giugno 2019

Per la cantina Antinori nel Chianti Classico, Sam Falls ha realizzato un’opera pittorica ambientale site-specific: la vegetazione e le vigne che circondano la struttura, insieme al sole, alla pioggia, all’umidità notturna e agli animali che abitano il territorio, sono gli elementi che danno vita a una tavolozza ambientale attivata dall’artista, ma trasformata dal caso e dallo scorrere del tempo.

Una grande tela, lunga e stretta, quasi un orizzonte, cosparsa di pigmenti a secco, è stata lasciata tra le vigne. Attraverso il contatto con elementi naturali e atmosferici, come il sole, l’umidità, la caduta spontanea di foglie e arbusti, la tela è stata ‘dipinta’ dalla natura e, successivamente, istallata in uno dei due scaloni che attraversano in altezza la cantina Antinori. In questo modo, la vita naturale del paesaggio del Chianti Classico è entrata nell’architettura ipogea della cantina, dando vita a una sorprendente crasi tra interno ed esterno, tra natura e architettura contemporanea, trasformandosi metaforicamente in una finestra naturale.

Segue l’intervista con la curatrice Ilaria Bonacossa —

 

Elena Bordignon: Tenendo presente le tappe che connotano le varie mostre che hai curato per Antinori Art Project – penso alla mostra dedicata alla natura morta, Still Life – Remix, ma anche gli interventi di Nicolas Party, Jorge Peris e Stefano Arienti – come motivi la scelta di invitare Sam Falls a realizzare un progetto installativo site-specific  per AAP?

 

Ilaria Bonacossa: Antinori Art Project nasce da un desiderio di indagare e mettere in evidenza attraverso l’arte contemporanea i rapporti tra l’arte contemporanea, la tradizione e il paesaggio. Il lavoro di Sam Falls si poneva come la possibilità di raccontare il rapporto tra uomo e natura attraverso la pittura contemporanea. Le opere di Sam Falls nascono nel territorio e sono una sorta di frottage fotografico del paesaggio in cui la volontà dell’artista e il caso si compenetrano in maniera interessante e inaspettata.

 

EB: Il contesto ambientale della cantina nel Chianti Classico ha inciso fortemente sulla realizzazione dell’opera di Falls. Mi racconti, dal tuo punto di vista di curatrice del progetto, come hai recepito la proposta dell’artista di radicarsi così fortemente nel luogo?

 

IB: Quello che per me è stato più affascinante è che nei 10 giorni prima dell’inaugurazione l’artista abbia con la sua tela e i suoi pigmenti occupato le vigne di Tignanello lavorando davvero on site. La tela in questo modo recepisce il paesaggio e la sua specificità stagionale e climatica e la presenza dell’arte interagisce con le attività quotidiana e inarrestabile della cantina nelle vigne. Credo che il suo lavoro sia il ritratto più preciso delle vigne del Chianti che si possa immaginare.

 

EB: Ci sono delle riflessioni che l’artista ha condiviso con te, in merito alle sue impressioni sul paesaggio del Chianti Classico?

 

IB: Sam era felice di poter lavorare in Italia, un luogo ricco di una tradizione così diversa da quella californiana in cui i suoi lavori sono nati.

 

EB: C’è un’analogia o un parallelismo tra la capacità dell’artista di dosare azione e interazione con il tempo e l’ambiente, e la tradizione vinicola custodita dalla famiglia Antinori?

 

IB: Credo che il processo creativo di Sam Falls per queste tele ambientali – che sono quasi delle pitture fotografiche – abbia molto in comune con le modalità di produzione del vino in cui il tempo, la pazienza, devono unirsi a una conoscenza, a una manualità reagendo e adattandosi sempre alla imprevedibilità del clima e degli accadimenti naturali. Vi è qualcosa di affascinante nel non mettere la volontà dell’artista, e la sua visione, al centro ma nel trasformare la creazione in una forma di pratica di attivazione sinergica con la natura. Come il sapere della tradizione vinicola della famiglia, Sam Falls coniuga la conoscenza della tradizione della land art e della pittura astratta con la sua visione contemporanea e la sua conoscenza della storia della fotografia sperimentale.

 

EB: Viste le dimensioni e il principio stesso con cui è stata realizzata l’opera “Untitled (Antinori)”, in che ambiente della cantina avete deciso di installarla? Perché è da considerarsi una sorta di rappresentazione del paesaggio tipico del Chianti Classico?

 

IB: L’opera verrà allestita su una delle scale (in quella gemella è installata l’opera di Tomas Saraceno) che porta dalla collina, su cui si aprono la vinsantaia e il ristornate, ai due piani sotto terra, alle cantine in cui il vino nasce e viene invecchiato.
Questi spazi, che portano dalla superficie all’interno della cantina ipogea, sono sormontati da dei lucernai e la tela di Sam Falls qui si trasforma in una sorta di finestra virtuale sul paesaggio, una stratigrafia dei terreni in cui la cantina è scavata.